venerdì, novembre 03, 2006

"[..]Ho da spegnere la pietà per me stessa, e convincere me stessa che il dolore non è il sale della vita. Il sale della vita è la felicità, e la felicità esiste: consiste nel darle la caccia. Infine devo ancora chiarire il mistero che chiamano amore. Non quello che si divora nel letto, toccandoci. Quello che mi accingevo a conoscer con te. Mi manchi bambino. Mi manchi quanto mi mancherebbe un braccio, un occhio, la voce: e tuttavia mi manchi meno di ieri, meno di stamani. E' strano. Si direbbe che di ora in ora il tormento si affievolisca per chiudersi una parentesi. I lupi hanno già incominciato a chiamarmi e non importa se sono ancora lontani: appena si avvicineranno, me ne rendo conto, io li seguirò.[...] Dev'essere davvero così, la vita è straordinaria. Rimargina le ferite a una velocità folle. Se non restassero cicatrici, non ricorderemmo nemmono che di lì sgorgò il sangue. Del resto perfino le cicatrici svaniscono. Impallidiscono e infine svaniscono. Succederà anche a me. Succederà? Devo riuscirci.[...]"
Oriana Fallaci
"Lettera a un bambino mai nato"

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ancora non capisco perché
mi piaci così tanto,
direi che quasi ti amo.
Sei bella si, bellissima per me
ma a volte appari così stupida
in quelle smorfie da bambina
così dolci e irresistibili,
quando parli di cose
che io non capisco
e fai l’innamorata di
ragazzi senza senso
-una come te non dovrei neanche sognarla
una come te non dovrei neanche aspettarla-
eppure sei solo tu
ancora non so perché
che occupi il mio cuore per intero
ormai da troppo tempo
facendolo sorridere e spesso anche
incazzare, e comunque lo fai battere
sempre
ogni volta che mi stai accanto
e ogni volta che ti guardo

quando non ti meriteresti che un sonoro schiaffone
ma non potrei che darti una carezza d’amore