lunedì, ottobre 25, 2010

mercoledì, ottobre 20, 2010

My Job

http://www.linuxjournal.com/content/the-large-hadron-collider

venerdì, febbraio 26, 2010

domenica, febbraio 14, 2010

...Ringraziamenti Tesi.

Il primo grazie sincero e dovuto va a Leonello e a Daniele che mi hanno seguito, spronato e incitato durante tutto questo intenso percorso formativo. Lo stesso vale per tutti i colleghi, amici e fisici del dipartimento di Fisica, della sezione INFN e del CERN.
Grazie ad Igor per avermi supportato (o sopportato. . . in ogni caso sappi che e' stato e sara' reciproco in entrambi i casi) da collega di studio e non solo. Grazie anche ad Hassen che mi ha sopportato nel vero senso della parola, cosi' come hanno dovuto fare tutto il “sesto piano” e gli “informatici” emigrati a fisica.
Ringrazio anche i coinquilini di “Casa dei matti” che nonostante vivano con me hanno di rado la fortuna di vedermi, eppure si sentono come se io ci fossi sempre (. . . ahime' direte!): Francesco il vecchietto di casa, Giulia l’unica svizzera che sa cucinare bene e Martina, lei s`ı che non sapeva a cosa stesse andando incontro quel giorno in cui mi disse: “Si', tu vai bene”.
Un grazie ad Enrico che anche oggi stara' facendo la parte del piu' giovane e inserito della situazione, a Jacopo che mi ha sempre supportato, a Ivan che si e' dimostrato un vero amico, a Valeria che ha perso la sfida di chi finisse per primo e a Silvia che da quando e' diventata Professoressa e' un po’, comprensibilmente, scomparsa. . . ma che comunque si ricorda sempre. Ringrazio anche tutti gli amici con cui ho perso un po’ i contatti per motivi logistici, ma su cui so di poter sempre contare (ora che l’ho scritto non potete fare diversamente), fra cui: Andrea C., Andrea G., Andrea T., Christian, Gianluca, Leonardo e Luca. E per tutti i Dott. Ing. Civili: e' un piacere avervi conosciuto, dal primo all’ultimo. Non posso certo dimenticare gli amici con cui ho iniziato a frequentare gli ambienti universitari, Anto', Fabrizio, France', Lauretta, Paolino e gli altri “studenti”: oggi per me finisce una fase importante e ne inizia un’altra (speriamo) che per me non significhera' certo iniziare a dimenticarvi!
Ma i ringraziamenti piu' importanti vanno alla mia famiglia, senza la quale nulla sarebbe mai stato possibile: non potro' far altro che esservi grato per tutta la vita per quello che siete e che avete fatto per me. E mi dispiace se non sono stato presente come certe volte avreste desiderato. Ho semplicemente cercato di raggiungere quegli obiettivi che voi non avete potuto raggiungere e che pensavo vi avrebbero resi orgogliosi di me: voi avete qualcosa in piu' che va oltre tutto questo. Riccardo, un giorno vorrei venire io alla tua Laurea e poter vedere scritto il mio nome su di una pagina come questa: so che il semplice scrivercelo verrebbe fatto con lo stesso amore con cui l’ho fatto io. Grazie anche a coloro che sono sempre stati i piu' buoni e comprensivi: i nonni, gli zii e le zie, sia quelli che posso ancora vedere che quelli che posso solo ricordare con piacere.

mercoledì, gennaio 20, 2010

University of Kansas, 18 Marzo 1968: Robert Kennedy remarks...

Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo.
Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi.
Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.
Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.